I.

Maggio 20, 2007

Qualche volta, la sera, mentre lei sta seduta davanti a questo coso che vedete anche voi mentre leggete, se insisto, mi prende sulle ginocchia. Mi piace  stare così, avvolta al sicuro fra le sue gambe, la sua pancia e il bordo del tavolo su cui appoggia la tastiera, e glielo dimostro coi miei giochi di prestidigitazione. A volte lei mi prende in mano le zampine per sentire quanto sono morbidi (e spesso gelati) i miei polpastrelli e stiamo così, palmo contro palmo. E’ morbida anche lei. Tanto pigio e tanto pingo che ci è venuta l’idea.  Il gioco però è breve. Di solito dopo poco scendo me ne vado a dormire nello scaffale di sotto, fra le carte di lui e l’enciclopedia di quando lei era bambina.  Come una eterna piccola, appunto, invece di fare qualcosa di saggio come appisolarsi, lei continua a pigiare.

5 Risposte a “I.”

  1. Benvenuta, Musetta!
    Attendo anche un post in cui descrivi quello che provi quando la tua “mamma” sta al telefono con me, e tu chiacchieri e protesti, gelosona…;-**

  2. aditus detto

    La trovo una cosa bellissima

  3. gigia detto

    Ciao Musetta,
    anch’io sono un gatto e il mio migliore amico umano, come il tuo, è molto morbido e affettuoso. C’è una cosa, però, che non ho ancora capito. Quando i nostri amici ci accolgono in grembo e ci carezzano delicaamente, sono loro che stanno coccolando noi, oppure siamo noi che stiamo – non so come – consolando loro?
    A presto.

    Gigia

  4. gattamusetta detto

    Sicuramente la seconda, Gigia ;)
    Gatto è bello, aditus. Gatto di casa, però.
    Placida, ma allora, è con te che parla! Non parla da sola, dunque, con uno strano lontano bisbiglio. Quando fa così a me mi sembra un po’ matta ;)

  5. barbara68 detto

    però, che lessico forbito, la musetta….

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